In questa pagina è disponibile un modello messa in mora datore di lavoro da scaricare e da compilare in base alle esigenze.
Indice
Riferimenti normativi
La messa in mora del datore di lavoro è la soglia che separa le lamentele informali dall’azione giuridica: con una lettera scritta e tracciabile intimi l’adempimento entro un termine preciso, costituisci formalmente in mora il datore e metti in ordine fatti, importi e prove in vista della tutela giudiziale. È, a tutti gli effetti, una dichiarazione unilaterale recettizia: produce effetto quando giunge all’indirizzo del destinatario e, se contiene una richiesta chiara di pagare o di fare, integra la costituzione in mora ai sensi dell’articolo 1219 del Codice civile. Perché ciò sia incontestabile la trasmissione deve avvenire con canali che provino invio e ricezione, come la PEC o la raccomandata con avviso di ricevimento, poiché gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza del destinatario e vige la presunzione di conoscenza dal momento in cui la dichiarazione arriva al suo indirizzo, come dispongono gli articoli 1334 e 1335 del Codice civile. Da quel momento maturano conseguenze concrete: per i crediti pecuniari esigibili iniziano a decorrere gli interessi moratori e l’atto idoneo a costituire in mora interrompe la prescrizione del diritto ai sensi dell’articolo 2943 del Codice civile, fissando una data certa che blindi la tua pretesa.
Nel rapporto di lavoro subordinato la messa in mora nasce perlopiù su crediti patrimoniali ma può riguardare anche obblighi di facere. Il ventaglio va dal mancato pagamento delle retribuzioni o delle differenze dovute per inquadramento, scatti o straordinari, al ritardo nella liquidazione del TFR, alle indennità e ai rimborsi non corrisposti, fino alla richiesta di documenti dovuti per legge o di ripristino di condizioni conformi a contratto e normativa. Sul piano del titolo la pretesa si appoggia, nei casi retributivi, alla responsabilità da inadempimento dell’articolo 1218 del Codice civile e al mosaico di fonti del rapporto, lettera di assunzione, CCNL applicato, accordi individuali, prassi aziendali, che definiscono cosa è dovuto e in quale misura. Quando si domandano danni ulteriori, patrimoniali o non patrimoniali, derivanti da condotte datoriali illecite, la base è contrattuale o extracontrattuale secondo i casi; nella lettera conviene anticipare i fatti, il nesso causale e i criteri di quantificazione, riservando l’integrazione a un accertamento tecnico se necessario. L’efficacia dell’atto dipende dall’aderenza ai documenti: buste paga, prospetti orari, timbrature, mail interne, referti medici, note spese, preventivi o perizie sono gli allegati che danno sostanza alla richiesta.
La redazione segue una trama lineare. Si identifica il rapporto e si espongono i fatti con coordinate di tempo e luogo, si enucleano le somme già liquide e si indicano le voci da stimare con riserva di integrazione, si intimano il pagamento o l’adempimento entro un termine ragionevole e si indicano le coordinate per l’accredito. È utile chiarire che, allo spirare del termine senza riscontro, si chiederà la condanna in giudizio con aggravio di spese e onorari. Il richiamo agli effetti economici del ritardo aiuta a orientare il confronto: per i crediti retributivi la sentenza del giudice del lavoro liquida rivalutazione monetaria e interessi a decorrere dalla maturazione dei singoli crediti in forza dell’articolo 429 del Codice di procedura civile; per il TFR la rivalutazione segue l’articolo 2120 del Codice civile, che combina una quota fissa annua e una componente indicizzata. Sono parametri giudiziali, ma evocarli nella messa in mora rende chiaro che il tempo non è neutro. Quanto ai termini, la prescrizione quinquennale dell’articolo 2948 del Codice civile governa le prestazioni periodiche, con regole di decorrenza che la giurisprudenza ricollega, con cautele, alla cessazione del rapporto in assenza di tutela reale; al di là delle raffinatezze, la lettera interrompe comunque la prescrizione ai sensi dell’articolo 2943 e conviene esplicitarlo.
Il sistema offre anche leve amministrative e paragiudiziali che la messa in mora può preannunciare. La diffida accertativa per crediti patrimoniali dell’articolo 12 del decreto legislativo 124 del 2004 consente, a seguito di accertamento favorevole al lavoratore, che l’Ispettorato intimi il pagamento di quanto dovuto; se il datore non adempie o non si oppone nei termini, la diffida diventa titolo esecutivo. La conciliazione presso le commissioni dell’Ispettorato o in sede sindacale, quando sfocia in un accordo, si chiude con un verbale che diviene esecutivo su decreto del giudice ai sensi dell’articolo 411 del Codice di procedura civile. Non sono sostituti della messa in mora, ma percorsi paralleli che la lettera può annunciare, così da segnalare che non si intende restare fermi nell’inerzia.
La stessa lettera è uno strumento di governo della prova. Oltre a esibire i documenti, può invitare il datore a conservare registri, turni, cartellini, mail e ogni dato utile, preannunciando che la distruzione o la manipolazione verranno valutate in giudizio. Se la controversia ha un forte contenuto tecnico, si può annunciare un accertamento tecnico preventivo e invitare la controparte a nominare un proprio consulente per svolgere verifiche congiunte. Il tono resta fermo ma professionale: lo scopo non è caricare di aggettivi la pretesa, ma costruire un dossier che regga.
In alcune circostanze la messa in mora prepara scelte più radicali. La reiterata morosità retributiva può integrare una giusta causa di dimissioni; trattandosi di un passaggio delicato, la lettera può segnalare la gravità dell’inadempimento e la volontà di non proseguire se i ritardi si ripeteranno, lasciando spazio a un confronto assistito prima di sciogliere il vincolo. Quando si rivendicano danni alla salute o alla dignità professionale, vale la stessa misura: si indicano i fatti, si allegano i primi riscontri sanitari, si avverte che, in difetto di ripristino e ristoro, si chiederanno provvedimenti urgenti per impedire l’aggravamento del pregiudizio e si proseguirà con l’azione di condanna.
Esempio messa in mora datore di lavoro
Modello 1 — GENERICO
Oggetto: Messa in mora ex artt. 1219, 1334–1335 c.c. – richiesta adempimento e risarcimento
Io sottoscritto/a [Nome], dipendente di [Datore] dal [data assunzione], inquadrato/a al livello [CCNL e livello], rappresento che alla data odierna risultano non corrisposte le competenze di [mesi/voce: retribuzione, straordinari, indennità, rimborsi] per complessivi € [importo], come da [buste paga, conteggi, timbrature] allegati. Con la presente Vi metto formalmente in mora a corrispondere entro [x] giorni le somme dovute, oltre interessi e rivalutazione ove spettanti, con bonifico su IBAN [●] intestato a [●]. L’atto, idoneo a costituire in mora, interrompe la prescrizione ai sensi dell’art. 2943 c.c.; per i crediti di lavoro, si richiamano gli effetti di cui all’art. 429 c.p.c. sulla liquidazione di interessi e rivalutazione dalla maturazione dei singoli crediti. In difetto di riscontro, adirò il Giudice del lavoro per l’accertamento e la condanna con aggravio di spese a Vostro carico e valuterò l’attivazione della diffida accertativa all’INL.
Allegati: [elenco documenti probatori]
Luogo e data _____________ Firma ______________________
Modello 2 — RETRIBUZIONI ARRETRATE / DIFFERENZE (livello CCNL, straordinari, indennità)
Oggetto: Messa in mora per differenze retributive e crediti arretrati – CCNL [●], livello [●]
A valle di conteggi redatti in base al CCNL [●] e all’inquadramento corretto [livello richiesto] (mansioni effettive: [descrizione sintetica]), risultano differenze su [minimi, scatti, indennità, straordinari/maggiorazioni] per € [importo] nel periodo [da… a…]. Vi diffido e Vi metto in mora a versare entro [x] giorni € [importo] oltre accessori di legge su IBAN [●]; in mancanza, promuoverò ricorso ex art. 414 c.p.c. per la condanna alle differenze e all’adeguamento dell’inquadramento con effetti economici e normativi, con aggravio di spese. La presente interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.) e fa decorrere interessi e rivalutazione ai sensi dell’art. 429 c.p.c.
Allegati: buste paga; prospetti orari/timbrature; conteggi; estratti CCNL; eventuali e-mail mansioni
Luogo e data _____________ Firma ______________________
Modello 3 — TFR E COMPETENZE DI FINE RAPPORTO (post-cessazione)
Oggetto: Messa in mora per TFR e competenze di fine rapporto – art. 2120 c.c. e art. 429 c.p.c.
Il rapporto di lavoro è cessato in data [data]; alla data odierna non risultano liquidati TFR, ferie/rol maturati e non goduti, mensilità residue e [altre voci], per un totale provvisorio di € [importo] come da conteggio allegato. Vi metto in mora a pagare entro [x] giorni le somme dovute, oltre rivalutazione legale del TFR ex art. 2120 c.c. e interessi ex art. 429 c.p.c., su IBAN [●]. La presente interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.). In difetto, agirò in giudizio per la condanna e segnalerò agli enti previdenziali eventuali omissioni contributive; valuterò, altresì, l’attivazione della diffida accertativa ex art. 12 d.lgs. 124/2004.
Allegati: conteggio TFR e competenze; CU/buste paga; lettera di cessazione
Luogo e data _____________ Firma ______________________
Modello 4 — OBBLIGHI DI SICUREZZA, TUTELA SALUTE E DANNI (art. 2087 c.c.)
Oggetto: Messa in mora per violazione obblighi di sicurezza (art. 2087 c.c.) e richiesta risarcimento
Rappresento che presso l’unità produttiva [sede] si riscontrano [carenze: DPI, formazione, mansioni non conformi, turni usuranti, ambienti insalubri] documentate da [segnalazioni/verbali/foto/medico competente]. Tali violazioni hanno cagionato [danni alla salute/patrimoniali] come da [referti/perizia] allegati, quantificati in via provvisoria in € [importo]. Vi metto in mora a rimuovere immediatamente le criticità e a risarcire i danni entro [x] giorni, con versamento su IBAN [●]; diversamente chiederò provvedimenti d’urgenza a tutela della salute e la condanna al risarcimento, con aggravio di spese. La presente costituisce in mora e interrompe la prescrizione; si invita inoltre a conservare integralmente registri, turni, DVR, attestati di formazione, consegna DPI e ogni dato utile, avvertendo che eventuali omissioni saranno valutate in giudizio.
Allegati: referti/relazione medico competente; segnalazioni RLS; foto; DVR/estratti; testimoni
Luogo e data _____________ Firma ______________________
Modello 5 — DOCUMENTI E REGOLARIZZAZIONI (buste paga, CU, LUL, contributi)
Oggetto: Messa in mora per consegna documenti obbligatori e regolarizzazione contributiva
Con la presente Vi metto in mora a consegnare entro [x] giorni i documenti di legge non ricevuti [buste paga/LUL, prospetto paga, CU, attestazioni fine rapporto, prospetto TFR] relativi al periodo [da… a…], nonché a regolarizzare eventuali omissioni contributive risultanti da [estratti INPS/cassetto previdenziale] e a trasmettere attestazione di regolarità. In difetto, segnalerò la situazione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per l’eventuale diffida accertativa (art. 12 d.lgs. 124/2004) e agli enti previdenziali, oltre ad adire il Giudice del lavoro per ordine di esibizione e condanna al risarcimento dei danni subiti. La presente interrompe la prescrizione e costituisce messa in mora ai sensi degli artt. 2943 e 1219 c.c.
Allegati: elenco documenti mancanti; eventuali solleciti precedenti; estratti previdenziali
Luogo e data _____________ Firma ______________________
Fac simile messa in mora datore di lavoro da scaricare
Di seguito viene messo a disposizione un fac simile messa in mora datore di lavoro in formato Word editabile da scaricare.
Il modello può essere modificato inserendo i dati mancanti e poi stampato.