In questa pagina è disponibile un modello comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi con riserva di eventuali contestazioni da scaricare e da compilare in base alle esigenze.
Indice
Riferimenti Normativi
La disciplina della liquidazione coatta amministrativa colloca la “comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi” all’interno dello stesso meccanismo che impone al commissario liquidatore di avvertire tempestivamente i creditori: l’articolo 308 del Codice della crisi d’impresa, che ha sostituito l’antico articolo 207 della legge fallimentare, prescrive che, entro un mese dalla nomina, il commissario invii non solo l’indicazione delle somme risultanti a credito di ciascun soggetto ma, con identiche modalità, anche un avviso individuale a coloro che potrebbero rivendicare, pretendere la restituzione o chiedere la separazione di beni mobili – e oggi pure immobili – custoditi dall’impresa in liquidazione .
L’avviso deve circolare tramite posta elettronica certificata se l’interessato possiede un domicilio digitale reperibile nei registri pubblici; in mancanza si ricorre alla raccomandata o al telefax presso la sede o la residenza del destinatario. Nel testo il commissario comunica il proprio indirizzo PEC, descrive in termini sufficientemente specifici i beni appartenenti a terzi che si trovano nei locali dell’impresa – tipicamente macchinari in leasing, merci in conto vendita, beni venduti con riserva di proprietà – e conclude dichiarando che la comunicazione «s’intende fatta con riserva delle eventuali contestazioni», formula che preserva la facoltà di opporsi a rivendicazioni infondate e impedisce di attribuire valore confessorio alla ricognizione .
Il destinatario dispone di quindici giorni dal ricevimento per inviare osservazioni o produrre la documentazione che dimostri il proprio diritto reale, preferibilmente in copia digitale firmata, giacché le successive interlocuzioni avverranno esclusivamente via PEC salvo irreperibilità. Se le prove non pervengono, oppure sono incomplete, il bene è provvisoriamente trattato come facente parte della massa, con onere del terzo di proporre domanda di rivendica entro i termini previsti per l’insinuazione al passivo; oltre i dodici mesi dall’apertura della procedura la domanda diventa “tardiva” e soggetta alle restrizioni processuali ribadite dalla Corte di cassazione nel 2024 e nel 2025 .
La clausola di riserva non è una mera cautela formale: la Suprema Corte ha chiarito che le dichiarazioni del commissario, proprio perché rese «salve contestazioni», non possono integrare confessione giudiziale né quel riconoscimento idoneo a interrompere la prescrizione in modo permanente; soltanto l’ammissione definitiva del diritto nel progetto di stato passivo produce tale effetto .
Sul piano sostanziale, il terzo deve dimostrare la titolarità esclusiva del bene con un titolo dotato di data certa anteriore all’apertura della procedura, altrimenti il commissario potrà eccepire l’inopponibilità ai creditori concorsuali, per esempio quando la vendita con riserva di proprietà non rispetti il requisito di cui all’articolo 1524 del codice civile. Se le prove sono adeguate, il bene non confluirà nella massa e potrà essere restituito senza attendere il riparto finale; in caso contrario, la questione verrà decisa dal tribunale nell’ambito delle opposizioni al progetto di stato passivo, che seguono il rito camerale previsto dagli articoli 309-311 del Codice.
La funzione di questa comunicazione, dunque, è duplice: garantire al terzo la conoscenza tempestiva della procedura perché possa far valere i propri diritti e, al tempo stesso, fissare un quadro provvisorio di disponibilità dei beni che consenta al commissario di liquidare l’attivo senza dover attendere accertamenti successivi. L’imprenditore e i suoi fornitori possono ridurre il rischio di contestazioni mantenendo registri aggiornati, accordi muniti di data certa e un inventario separato dei beni di terzi fin dall’inizio della relazione commerciale. In difetto, la procedura concorsuale tratterà l’oggetto come un bene dell’impresa sino a prova contraria, con le conseguenze distributive che ne derivano per tutti i partecipanti al concorso. Questa ricostruzione, aggiornata alla normativa vigente e alla giurisprudenza maturata fino al 6 agosto 2025, è proposta solo a fini informativi e non sostituisce la consulenza personalizzata.
Esempio comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi con riserva di eventuali contestazioni
In questa sezione è possibile trovare un esempio di comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi con riserva di eventuali contestazioni.
OGGETTO: Liquidazione coatta amministrativa dell’impresa…. con sede in …., via…., n. ….
Comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi con riserva di
eventuali contestazioni.
Egr. Sig.
Via …., n. ….
c.a.p. …., città ….
PEC ….
Conformemente a quanto stabilisce il R.D. 16 marzo 1942, n. 267 art. 207 comma 2,
COMUNICO
che dalle scritture contabili e documenti dell’impresa indicata in oggetto è risultato che le
seguenti cose mobili sono di Vostra proprietà:
– …..
– ….
Si fa presente che eventuali osservazioni o istanze devono pervenire allo scrivente entro 15 giorni
dal ricevimento della presente raccomandata.
Si invitano, altresì, i creditori ad indicare, entro il termine di cui R.D. 16 marzo 1942, n. 267 art.
207 comma 3, il loro indirizzo di posta elettronica certificata. In caso di mancata indicazione
dell’indirizzo di posta elettronica certificata o di mancata comunicazione della variazione, ovvero
nei casi di mancata consegna per cause imputabili al destinatario, esse si eseguono mediante
deposito in cancelleria.
Distinti saluti.
IL COMMISSARIO LIQUIDATORE
Modello comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi con riserva di eventuali contestazioni da scaricare
Di seguito viene messo a disposizione un fac simile comunicazione di cose mobili possedute dall’imprenditore di proprietà di terzi con riserva di eventuali contestazioni in formato Word editabile da scaricare.
Il modello può essere modificato inserendo i dati mancanti e poi stampato.