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Diffida Per Appropriazione Indebita – Modello

In questa pagina è disponibile un modello diffida per appropriazione indebita da scaricare e da compilare in base alle esigenze.

Indice

  • Riferimenti normativi
  • Esempio diffida per appropriazione indebita
  • Modello diffida per appropriazione indebita da scaricare

Riferimenti normativi

La diffida per appropriazione indebita è un’intimazione formale, tracciabile e giuridicamente fondata con cui chiedi a chi trattiene indebitamente un bene o una somma di restituirli immediatamente, preannunciando, in mancanza, l’attivazione di rimedi civili e penali. Il riferimento penalistico è l’articolo 646 del codice penale: commette appropriazione indebita chi, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia il possesso a qualunque titolo. A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 46/2024 è venuta meno la pena minima speciale introdotta nel 2019; oggi la cornice edittale è la reclusione fino a cinque anni, con riespansione del minimo legale generale. La fattispecie base è procedibile a querela della persona offesa, e questo incide sulla tempistica: salvo eccezioni, la querela va presentata entro tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto. In alcune ipotesi aggravate e in situazioni particolari che coinvolgono la vulnerabilità della persona offesa, la procedibilità può essere d’ufficio; anche per questo è prudente valutare la strada penale in parallelo alla diffida, senza attendere l’esito del tentativo stragiudiziale.

La diffida non è una condizione di procedibilità del reato e non sostituisce la querela, ma è utile perché cristallizza i fatti, individua con precisione il bene o la somma trattenuti, indica da quale titolo derivava il possesso iniziale e quando è divenuto indebito, formula una richiesta inequivoca di restituzione e fissa un termine breve e ragionevole. Sul piano civile opera come costituzione in mora ai sensi dell’articolo 1219 del codice civile e, se sottoscritta e specifica, interrompe la prescrizione ex articolo 2943 del codice civile. È bene ricordare che la mora “ex re” opera automaticamente per i debiti da fatto illecito extracontrattuale, ma la diffida resta opportuna per definire un termine certo, pretendere interessi e danni e, soprattutto, consolidare le prove del rifiuto di restituzione.

La sostanza del testo deve essere chiara e misurata. È opportuno aprire richiamando il rapporto da cui nacque il possesso lecito del bene o della somma, precisare la consegna, l’obbligo di restituzione o di riversamento e la data in cui il comportamento è divenuto indebito. Occorre indicare l’ammontare o la descrizione del bene, le modalità con cui intendi ricevere la restituzione, le coordinate bancarie per l’eventuale bonifico, il luogo e la data per la riconsegna fisica e la richiesta di una quietanza o distinta che provi l’adempimento. Non serve utilizzare toni minacciosi; è sufficiente esplicitare che, in mancanza di integrale soddisfazione entro il termine fissato, presenterai querela e adirai l’autorità giudiziaria civile, anche per ottenere provvedimenti cautelari. La scelta del canale di invio incide sulla forza dell’atto. La posta elettronica certificata e la raccomandata con avviso di ricevimento garantiscono prova di invio, di contenuto e di ricezione, elementi preziosi sia in sede penale sia in sede civile. È prudente allegare solo ciò che è necessario e lecito per documentare la vicenda, come copie di ricevute, contratti, scambi di corrispondenza e qualsiasi documento da cui risulti l’obbligo di restituzione e il mancato adempimento. In presenza di rischio concreto di dissipazione del bene o di pregiudizio imminente, la diffida può preannunciare l’attivazione di misure cautelari. Per beni mobili o immobili controversi è tipico il sequestro giudiziario ex articolo 670 del codice di procedura civile; per somme di denaro o crediti è in genere più aderente il sequestro conservativo ex articolo 671; quando occorrono provvedimenti atipici e immediati a tutela urgente, si può ricorrere al procedimento d’urgenza ex articolo 700, ove sussistano fumus e periculum. Anticipare nella lettera che queste iniziative verranno intraprese in difetto di restituzione chiarisce fin d’ora la traiettoria della tutela.

La gestione del profilo penale richiede attenzione ai tempi e alla strategia. Se i presupposti per la querela sussistono, conviene predisporla senza attendere l’esito della diffida, così da non perdere il termine. Qualora la controparte proponga un rientro immediato e garantito, puoi valutare di sospendere il deposito della querela fino alla scadenza del termine di pagamento fissato nella diffida, ma senza rinunciare ai tuoi diritti. La remissione della querela, che nei reati procedibili a querela estingue il reato, è una scelta eventuale e rimane subordinata all’integrale restituzione e al ristoro del danno; non va promessa in anticipo, per non indebolire la tua posizione negoziale.

Bisogna evitare ambiguità sul contenuto della richiesta. La diffida deve esigere la restituzione dell’intero, specificare che in difetto verranno richiesti anche interessi, spese e danni, indicare un termine perentorio con data certa, e domandare conferma scritta dell’avvenuto adempimento. Un linguaggio netto ma rispettoso aiuta a favorire soluzioni bonarie, senza rinunciare alla fermezza necessaria. Nel caso in cui la controparte proponga un pagamento dilazionato, puoi valutare solo soluzioni che offrano garanzie effettive, come fideiussioni, pegni o impegni documentati e verificabili, da formalizzare per iscritto senza che ciò implichi rinuncia alla querela fino a integrale soddisfazione.

Esempio diffida per appropriazione indebita

Modello 1 – Generico

Oggetto: Diffida e intimazione alla restituzione per appropriazione indebita – [DESCRIZIONE SINTETICA]

Spett.le [NOME/COGNOME o DENOMINAZIONE DESTINATARIO]

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F. [CODICE FISCALE], residente in [INDIRIZZO], espone quanto segue.
In data [DATA CONSEGNA] Le è stato affidato [BENE/SOMMA: DESCRIZIONE PUNTUALE] a titolo di [TITOLO: deposito/mandato/comodato/incasso per conto/altro], con obbligo di [RESTITUZIONE/RIVERSAMENTO] in favore di [TITOLARE].
A far data dal [DATA], nonostante i miei solleciti informali, Lei trattiene indebitamente quanto sopra, integrando gli estremi dell’appropriazione indebita ex art. 646 c.p., con conseguente danno in mio pregiudizio.

Con la presente La INVITO E DIFFIDO a restituire senza indugio, ed entro e non oltre [N] giorni dal ricevimento:
– [SE SOMMA] l’importo di € [IMPORTO], mediante bonifico su IBAN [IBAN], intestato a [INTESTATARIO], causale “Restituzione [OGGETTO] – diffida [DATA]”;
– [SE BENE] il bene [DESCRIZIONE], da riconsegnare presso [LUOGO], il giorno [DATA], tra le ore [ORA-DA] e [ORA-A], con rilascio di quietanza/distinta.

La presente vale quale costituzione in mora ai sensi dell’art. 1219 c.c. e atto interruttivo della prescrizione ex art. 2943 c.c. In difetto di integrale soddisfazione nel termine assegnato, procederò senza ulteriore avviso al deposito di querela presso l’Autorità competente e adire l’Autorità giudiziaria civile per ottenere i provvedimenti cautelari e di merito più opportuni (artt. 670, 671 e 700 c.p.c.), con aggravio di spese a Suo carico.

[LUOGO], [DATA]
[FIRMA]
[RECAPITI: PEC/E-MAIL – TELEFONO]
[ALLEGATI: contratto/ricevute/corrispondenza]

Modello 2 – Somma di denaro trattenuta (incasso non riversato / acconto non restituito)

Oggetto: Diffida per restituzione somme trattenute – art. 646 c.p.

Spett.le [DENOMINAZIONE o NOME DESTINATARIO]

Con riferimento a [RAPPORTO: es. mandato/incasso per conto/anticipo su fornitura], in data [DATA] Le ho consegnato la somma di € [IMPORTO] / Lei ha incassato per mio conto la somma di € [IMPORTO], con obbligo di riversarla a [TITOLARE/AVENTE DIRITTO] entro [TERMINE/CONDIZIONI].
Ad oggi, nonostante i miei richiami del [DATE], la somma risulta indebitamente trattenuta, con pregiudizio a mio danno.

La INVITO E DIFFIDO a versare entro e non oltre [N] giorni dal ricevimento l’importo di € [IMPORTO] oltre interessi e spese, a mezzo bonifico su IBAN [IBAN], intestato a [INTESTATARIO], causale “Restituzione somme – [RIFERIMENTO]”, inviando contestuale distinta/quietanza.

La presente costituisce messa in mora ex art. 1219 c.c. e atto interruttivo ex art. 2943 c.c. In difetto, depositerò querela per appropriazione indebita (art. 646 c.p.) e agirò in sede civile anche per il sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c., oltre a ogni ulteriore misura cautelare e di merito.

[LUOGO], [DATA]
[FIRMA]
[RECAPITI – PEC/E-MAIL – TELEFONO]
[ALLEGATI: prova del versamento/incasso, contratto/mandato]

Modello 3 – Bene mobile affidato e non restituito (comodato/deposito/noleggio)

Oggetto: Diffida per mancata restituzione di bene affidato – art. 646 c.p.

Spett.le [NOME/COGNOME o DENOMINAZIONE]

In data [DATA] Le ho consegnato il seguente bene: [DESCRIZIONE DETTAGLIATA: marca, modello, matricola/numero di serie], a titolo di [COMODATO/DEPOSITO/NOLEGGIO/ASSISTENZA], con obbligo di restituzione entro [DATA/CONDIZIONI].
Nonostante i solleciti del [DATE], il bene risulta indebitamente trattenuto.

La INVITO E DIFFIDO a riconsegnare il bene in perfetto stato, con tutti gli accessori e la documentazione, presso [LUOGO DI CONSEGNA], il giorno [DATA], tra le ore [ORA-DA] e [ORA-A], con redazione di verbale di riconsegna. In alternativa, prenda accordi entro [N] giorni per un ritiro a Suo carico.

La presente costituisce messa in mora ex art. 1219 c.c. e atto interruttivo ex art. 2943 c.c. In mancanza, presenterò querela per appropriazione indebita (art. 646 c.p.) e ricorrerò in sede civile per il sequestro giudiziario del bene ex art. 670 c.p.c. e per ogni provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., con spese e danni a Suo carico.

[LUOGO], [DATA]
[FIRMA]
[RECAPITI – PEC/E-MAIL – TELEFONO]
[ALLEGATI: prova di consegna, contratto, foto/seriali]

Modello 4 – Incasso per conto altrui (agente/mandatario che non riversa)

Oggetto: Diffida per mancato riversamento di incassi per conto – art. 646 c.p.

Spett.le [DENOMINAZIONE MANDATARIO/AGENTE]

In forza di [CONTRATTO DI MANDATO/AGENZIA] del [DATA], Lei ha incassato per mio conto le somme dovute dai clienti [ELENCO/RIFERIMENTI], per un totale di € [IMPORTO], da riversare entro [TERMINE CONTRATTUALE].
Alla data odierna non è pervenuto alcun riversamento, né giustificazione, nonostante i miei solleciti del [DATE]. La trattenuta integra appropriazione indebita ex art. 646 c.p.

La INVITO E DIFFIDO a versare entro [N] giorni l’importo complessivo di € [IMPORTO] oltre interessi e spese, su IBAN [IBAN], intestato a [INTESTATARIO], inviando distinta/quietanza e rendiconto dettagliato degli incassi.

La presente vale quale messa in mora (art. 1219 c.c.) e atto interruttivo della prescrizione (art. 2943 c.c.). In difetto, depositerò querela e agirò in sede civile per il sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. e per ogni altra tutela cautelare e di merito, con aggravio di spese.

[LUOGO], [DATA]
[FIRMA]
[RECAPITI – PEC/E-MAIL – TELEFONO]
[ALLEGATI: contratto, estratti incassi, corrispondenza clienti]

Modello 5 – Fine rapporto: restituzione beni/valori aziendali (ex dipendente/collaboratore)

Oggetto: Diffida per restituzione beni/valori aziendali trattenuti – art. 646 c.p.

Spett.le [NOME/COGNOME]

A seguito della cessazione del rapporto di [LAVORO/COLLABORAZIONE] in data [DATA], Lei trattiene indebitamente i seguenti beni/valori aziendali: [ELENCO DETTAGLIATO: laptop/telefono/chiavi/badge/documenti/carte carburante/cassa/altro], affidataLe per ragioni di servizio, con obbligo di restituzione immediata.

La INVITO E DIFFIDO a riconsegnare integralmente quanto sopra entro e non oltre [N] giorni dal ricevimento, presso [SEDE/INDIRIZZO], tra le ore [ORA-DA] e [ORA-A], con verbale di consegna; ove siano presenti somme o carte/valori, La invito a riversare contestualmente gli importi dovuti su IBAN [IBAN], intestato a [INTESTATARIO], inviando distinta.

La presente costituisce messa in mora ex art. 1219 c.c. e atto interruttivo ex art. 2943 c.c. In difetto di integrale restituzione, depositerò querela per appropriazione indebita (art. 646 c.p.) e agirò in sede civile per le tutele cautelari e di merito (artt. 670, 671 e 700 c.p.c.), con richiesta di risarcimento dei danni e rifusione delle spese.

[LUOGO], [DATA]
[FIRMA]
[RECAPITI – PEC/E-MAIL – TELEFONO]
[ALLEGATI: lettera di cessazione, verbale di consegna iniziale, inventario]

Modello diffida per appropriazione indebita da scaricare

Di seguito viene messo a disposizione un fac simile diffida per appropriazione indebita in formato Word editabile da scaricare.

Il modello può essere modificato inserendo i dati mancanti e poi stampato.

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Modello diffida per appropriazione indebita
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