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Comparsa d’intervento volontario – Modello

In questa pagina è disponibile un modello comparsa d’intervento volontario da scaricare e da compilare in base alle esigenze.

Indice

  • Riferimenti Normativi
  • Esempio comparsa d’intervento volontario
  • Modello comparsa d’intervento volontario da scaricare

Riferimenti Normativi

La “comparsa d’intervento volontario” è l’atto con cui un terzo entra in un processo già pendente per far valere, nei confronti di tutte o alcune parti, un diritto relativo all’oggetto della causa o dipendente dal titolo dedotto, oppure nei casi in cui la legge o il contratto lo consentano. La base positiva è l’art. 105 c.p.c., che fonda l’ammissibilità dell’intervento e ne delinea l’ambito, mentre le figure tradizionalmente riconosciute dalla dottrina e dalla giurisprudenza sono l’intervento principale o litisconsortile, quello adesivo autonomo e quello adesivo dipendente. La distinzione non è nominalmente scolpita nel codice, ma è consolidata negli inquadramenti sistematici sull’“intervento di terzo”.

Il “quando” è regolato dall’art. 268 c.p.c. nel testo vigente: l’intervento è possibile fino al momento in cui il giudice fissa l’udienza di rimessione della causa in decisione. La norma, dopo la riforma, ha sostituito il vecchio riferimento alla “precisazione delle conclusioni”. Nello stesso articolo si chiarisce che il terzo non può compiere atti che, al momento del suo ingresso, non siano più consentiti ad alcuna altra parte, con l’unica eccezione dell’intervento per integrazione necessaria del contraddittorio. L’effetto pratico è che l’interventore “accetta il processo nello stato in cui si trova” quanto alle preclusioni già maturate.

Sul “che cosa” può fare il terzo, l’orientamento di legittimità e i commentari aggiornati distinguono nettamente tra attività assertiva e attività istruttoria: la preclusione dell’art. 268, comma 2, incide sulle prove, non sulla possibilità di proporre domande. In altre parole, l’interventore può spiegare domande autonome e anche nuove rispetto al thema già fissato, purché intervenga entro il limite temporale di legge; non potrà, invece, recuperare poteri istruttori già preclusi alle parti originarie. Questa lettura, ribadita in rassegne e studi recenti, è oggi la più seguita in sede applicativa.

La forma dell’atto è quella della “comparsa” depositata telematicamente nel PCT, con indicazione dell’autorità adita, delle parti, dell’oggetto e delle ragioni dell’intervento e con procura alle liti ex art. 83 c.p.c. Se l’intervento è principale o litisconsortile, l’atto deve contenere le conclusioni e l’allegazione dei documenti su cui si fonda; se è adesivo dipendente, l’atto illustra l’interesse a sostenere una delle parti senza introdurre un autonomo petitum. Le modifiche introdotte dalla riforma hanno razionalizzato l’accesso del terzo, eliminando prassi superate come la costituzione “a verbale” e allineando modalità e tempi all’obbligatorietà del deposito telematico.

Quanto alle notificazioni, una volta costituito l’interventore operano le regole generali: le comunicazioni e le notifiche si effettuano presso il procuratore costituito delle parti già in giudizio, ai sensi dell’art. 170 c.p.c. Se in causa vi siano parti contumaci, la giurisprudenza pratica richiede che la comparsa d’intervento sia notificata anche a queste, per garantire la conoscenza dell’ingresso di una nuova parte e il pieno contraddittorio. La conseguenza, in difetto, può essere l’inefficacia dell’intervento nei confronti del contumace finché non sia sanato.

Dal punto di vista strategico, conviene calibrare l’intervento sul momento processuale: prima si entra, maggiore è il margine per chiedere ammissioni istruttorie; più tardi si interviene, più forte diventa il vincolo ad accettare le preclusioni probatorie già formate. Questo è il senso della clausola di cui all’art. 268, che, pur lasciando spazio all’attività assertiva del terzo, ancora l’ammissibilità delle sue prove allo stato del fascicolo al momento dell’ingresso. In concreto, quando l’interesse è pienamente autonomo e la fase istruttoria è matura, va valutata anche l’alternativa di un giudizio separato, per non subire preclusioni irrimediabili.

Infine, è utile distinguere l’intervento volontario dall’estensione del contraddittorio “coatto” per ordine del giudice o su istanza di parte. Nel primo caso si tratta del potere di cui all’art. 107 c.p.c., attivabile dal giudice quando la causa è comune a un terzo; nel secondo è la chiamata del terzo ex art. 106–269 c.p.c. La comparsa d’intervento volontario resta, invece, lo strumento a iniziativa del terzo, fondato sull’art. 105, per inserirsi in un giudizio già pendente in funzione di tutela del proprio diritto o del proprio interesse.

Esempio comparsa d’intervento volontario

In questa sezione è possibile trovare un esempio di formula per comparsa d’intervento volontario.

Il Sig. ________, nato a ________ il _______, e residente in ________,
via ________, C.F. ________, rappresentato e difeso dall’Avv.
________, come da procura a margine del presente atto ed
elettivamente domiciliato presso il suo studio in ________, via
________.
PREMESSO IN FATTO E IN DIRITTO
1. Il Sig. ________ con ricorso notificato in data ________ conveniva in giudizio la ________, innanzi al Tribunale di ________, per sentire accogliere le seguenti conclusioni ________.
2. In seguito, con memoria difensiva depositata il ________, si costituiva in giudizio la ________ la quale deduceva che ________.
3. Il Sig. ________ ha interesse ad intervenire nel presente procedimento in quanto la pronuncia resa tra le parti originarie avrebbe ripercussioni anche sui propri rapporti nei confronti della ________
nonché del Sig. ________.
4. Infatti il Sig. ________, il quale si costituisce nel presente giudizio per contestare quanto dedotto nel ricorso introduttivo, espone che:
a) ________________________________________________;
b) ________________________________________________;
c) ________________________________________________.
Tutto ciò premesso, il Sig. ________, come sopra rappresentato, difeso e domiciliato, ai sensi degli artt. 267 e 419 c.p.c.
INTERVIENE
nella causa promossa da ________ contro ________, innanzi al Tribunale di ________, Giudice ________, R.G.N. ________, per sentire accogliere le seguenti
CONCLUSIONI
– che venga accolta la presente domanda e, per l’effetto, venga condannato il Sig. ________ e/o la Società ________;
– che venga accertato che ________ e, per l’effetto, venga condannato il Sig. ________ e/o la Società ________;
Con vittoria di spese, diritti e onorari.
Mezzi di prova:
I) DOCUMENTI
Si offrono in produzione, mediante contestuale deposito, i seguenti documenti:
1. _______________;
2. _______________;
3. _______________;
4. _______________;
5. _______________;
6. _______________.
II) PROVA PER TESTIMONI
Si chiede prova per testimoni sulle circostanze enumerate in fatto ai capitoli ________, tutte da intendersi qui trascritte – depurate dalle parole di introduzione e/o collegamento – quali separati articoli di prova, nonché prova contraria sulle circostanze indicate nel ricorso ai capitoli ________
Si indicano quali testi:
1) Sig. ________, residente in ________;
2) Sig. ________, residente in ________;
3) Sig. ________, residente in ________.
Si chiede altresì di venire ammesso alla prova contraria sui capitoli dal ________ al ________ del ricorso introduttivo della lite, nonché sui capitoli dal ________ al ________ della memoria difensiva.
III) INTERROGATORIO FORMALE
Si chiede che venga disposto interrogatorio formale:
a) del Sig. ________ sulle circostanze indicate in fatto ai paragrafi ________;
b) ________________________________________________________

____________, lì_______________
Firma ____________

Modello comparsa d’intervento volontario da scaricare

Di seguito viene messo a disposizione un fac simile comparsa d’intervento volontario in formato Word editabile da scaricare.

Il modello può essere modificato inserendo i dati mancanti e poi stampato.

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Fac simile comparsa d'intervento volontario
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