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Diffida Per Rumori Molesti – Modello

In questa pagina è disponibile un modello diffida per rumori molesti da scaricare e da compilare in base alle esigenze.

Indice

  • Riferimenti normativi
  • Esempio diffida per rumori molesti
  • Modello diffida per rumori molesti da scaricare

Riferimenti normativi

La diffida per rumori molesti è efficace quando unisce chiarezza fattuale e corretto inquadramento giuridico. In ambito civile il riferimento di base resta l’articolo 844 del Codice civile, che tutela dal superamento della normale tollerabilità delle immissioni sonore valutata in concreto, tenendo conto della condizione dei luoghi e del bilanciamento tra esigenze contrapposte. La soglia non è aritmetica né astratta: dipende dal contesto abitativo o produttivo, dall’orario, dalla durata e dalla frequenza delle emissioni, oltre che dal rumore di fondo. Questa valutazione elastica dialoga con la cornice pubblicistica sull’inquinamento acustico, che non sostituisce il giudizio sulla tollerabilità ma lo orienta. La legge 447/1995 e la classificazione acustica comunale inquadrano il territorio per zone; il D.P.C.M. 14 novembre 1997 fissa valori limite di emissione e di immissione differenziati per classi e fasce orarie. L’articolo 6-ter del d.l. 208/2008, inoltre, precisa che nel giudizio ex articolo 844 c.c. restano ferme le disposizioni di legge e di regolamento che disciplinano specifiche sorgenti sonore e il criterio della priorità d’uso: richiami utili da inserire già nella lettera, per mostrare che non si pretende il silenzio assoluto ma il rispetto di standard oggettivi pertinenti al luogo e all’attività.

Sul piano penale, la condotta può integrare il reato di cui all’articolo 659 c.p. quando le emissioni sono idonee a disturbare una collettività indeterminata di persone, anche senza che tutte siano effettivamente turbate. La diffida non è necessaria per la procedibilità, ma nella prassi serve a far cessare situazioni di confine e documenta la buona fede del segnalante prima di un eventuale esposto alla polizia locale o alla Capitaneria se l’origine è un pubblico esercizio o un impianto diffondente.

La diffida è un atto unilaterale recettizio: produce effetti quando giunge all’indirizzo del destinatario, come stabiliscono gli articoli 1334 e 1335 c.c., per questo la forma di invio è decisiva. L’invio via PEC o raccomandata A/R consente di provare data e avvenuta ricezione, che fanno fede anche ai fini della messa in mora. Nella lettera vanno indicati con precisione il soggetto o la fonte da cui si ritiene provenga il rumore, i luoghi interessati, gli orari tipici e la tipologia delle emissioni, evitando espressioni generiche o valutazioni emotive; è utile indicare eventuali riscontri oggettivi già disponibili, come interventi della polizia locale, richiami dell’amministratore di condominio, ordinanze comunali sulla musica o misurazioni fonometriche eseguite da tecnici abilitati. La richiesta dev’essere ferma ma proporzionata: si chiede la cessazione o la riduzione sotto soglia delle immissioni entro un termine breve e ragionevole, avvertendo che, in difetto, saranno attivati i rimedi in sede civile, amministrativa e, se del caso, penale. Quando si chiede di cessare una condotta illecita o di ripristinare il rispetto dei limiti, la diffida può svolgere anche la funzione di messa in mora ai sensi dell’articolo 1219 c.c., precisando che il persistente superamento delle soglie esporrà a responsabilità risarcitoria ex articolo 2043 c.c.

Nel microcosmo condominiale il canale istituzionale è duplice: la diffida al soggetto che disturba e la contestuale comunicazione all’amministratore, che può attivare i poteri interni previsti dal regolamento e applicare, se del caso, le sanzioni di cui all’articolo 70 delle disposizioni di attuazione, sempre nel rispetto dei limiti di legge. Questa via non esclude, ma anzi integra, i rimedi amministrativi quando la fonte sia un esercizio pubblico o un impianto soggetto a titoli abilitativi; in tali casi la lettera può richiamare la classificazione acustica vigente e i valori del D.P.C.M. 14/11/1997, sollecitando l’adozione di accorgimenti tecnici come l’insonorizzazione, il controllo dei volumi, la chiusura di infissi durante l’intrattenimento o il rispetto di orari più restrittivi imposti dal Comune.

Se la diffida non sortisce effetti, la tutela giudiziale può essere urgente o ordinaria. Il ricorso ex articolo 700 c.p.c. consente di chiedere un provvedimento inibitorio quando il pregiudizio è imminente e irreparabile; alla condanna a non superare determinati livelli o a non attuare condotte rumorose può aggiungersi la misura coercitiva indiretta dell’articolo 614-bis c.p.c., che impone una somma per ogni violazione o ritardo nell’osservanza, con funzione dissuasiva concreta. Nel giudizio di merito si chiede l’accertamento dell’intollerabilità delle immissioni, l’ordine di cessazione e il risarcimento dei danni, patrimoniali e, se provati, non patrimoniali. In questo percorso il superamento dei limiti amministrativi non decide da solo la causa, ma costituisce un indizio forte da combinare con le caratteristiche del luogo, la durata e l’orario delle emissioni e le possibilità di prevenzione ragionevoli.

Per le controversie in materia condominiale e, in molte ipotesi di conflitto tra vicini riconducibili ai diritti reali, la mediazione è condizione di procedibilità. Una diffida ben documentata diventa la base per sedersi al tavolo dell’organismo con una proposta tecnica di mitigazione; se l’accordo fallisce, il materiale probatorio raccolto con la lettera agevola la fase cautelare e di merito. È importante, in ogni fase, maneggiare la prova con attenzione: diari degli episodi riportati con date e orari, testimonianze di terzi, fotografie o video rispettosi della privacy, report di intervento della polizia locale e, quando serve, misurazioni strumentali eseguite da professionisti. La prova non serve solo in giudizio: è spesso ciò che convince il destinatario a rientrare nei limiti senza arrivare in tribunale.

L’obiettivo pratico della diffida non è imporre il silenzio, ma ripristinare la vivibilità. Formulare la richiesta in termini aderenti al quadro normativo, citare espressamente l’articolo 844 c.c., richiamare la legge 447/1995, il D.P.C.M. 14/11/1997 e l’articolo 6-ter del d.l. 208/2008 quando si fa riferimento a limiti e priorità d’uso, precisare che l’atto è recettizio con i richiami agli articoli 1334 e 1335 c.c. e, se necessario, ricordare la possibile rilevanza penale ai sensi dell’articolo 659 c.p., rende la lettera comprensibile, proporzionata e persuasiva. Se vuoi, posso trasformare questi principi in una bozza personalizzata di diffida già pronta per l’invio via PEC o raccomandata, cucita sul tuo Comune e sulla tua situazione concreta.

Esempio diffida per rumori molesti

Modello 1 — GENERICO (destinatario singolo)

Oggetto: Diffida e messa in mora per rumori molesti – Richiesta cessazione immissioni acustiche (art. 844 c.c.)

Il/la sottoscritto/a [Nome], residente/avente sede in [indirizzo], espone che da [data/periodo], in [luogo preciso: es. scala/piano/adiacenze], si verificano immissioni sonore riconducibili a [descrizione sintetica: musica ad alto volume, grida, trascinamento arredi, attrezzature], con maggiore incidenza nelle fasce orarie [orari], tali da superare la normale tollerabilità in rapporto alla destinazione dei luoghi. Si diffida pertanto a cessare immediatamente le condotte descritte e, in ogni caso, a ricondurre le emissioni sotto la soglia di tollerabilità richiesta dall’art. 844 c.c., adottando gli accorgimenti necessari.

La presente valga quale messa in mora ai sensi dell’art. 1219 c.c. e quale atto recettizio ai sensi degli artt. 1334–1335 c.c.; si assegna il termine di [x] giorni dal ricevimento per l’adeguamento, decorso il quale saranno attivati i rimedi in sede civile (anche cautelare) e, se del caso, amministrativa e penale (art. 659 c.p.), con richiesta di risarcimento danni ex art. 2043 c.c. Restano salve misurazioni fonometriche e ulteriori iniziative presso le autorità competenti.

Si invita a riscontrare per iscritto all’indirizzo PEC in intestazione.

Distinti saluti.

[Firma]
[Nome e Cognome]
[Recapiti]

Modello 2 — CONDOMINIO (vicino rumoroso con copia all’amministratore)

Oggetto: Diffida per rumori molesti in ambito condominiale – Art. 844 c.c. e art. 70 disp. att. c.c.

Si segnala che dall’unità [indicare] provengono, a far data dal [data], immissioni acustiche consistenti in [descrizione: musica, apparecchi, calpestio amplificato, spostamento oggetti], frequenti nelle fasce [orari], con superamento della normale tollerabilità rispetto alla destinazione abitativa dell’edificio e alle regole del regolamento condominiale. Si diffida a cessare le condotte e/o ad adottare idonei accorgimenti (es. isolamento di tappeti/strumenti, riduzione dei volumi e degli orari), ripristinando condizioni compatibili con il riposo e la vivibilità.

La presente costituisce messa in mora ex art. 1219 c.c. con termine di [x] giorni dall’avvenuta ricezione. In difetto, si procederà in via giudiziale anche d’urgenza e si chiederà all’amministratore l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 70 disp. att. c.c., senza pregiudizio per la tutela risarcitoria e per eventuali profili ex art. 659 c.p.

Si chiede riscontro scritto e conferma delle misure adottate.

Cordiali saluti.

[Firma]
[Nome e Cognome]

Modello 3 — ESERCIZIO PUBBLICO / LOCALE (musica, deejay, dehors)

Oggetto: Diffida per superamento soglia di tollerabilità delle immissioni acustiche – Richiamo a L. 447/1995 e D.P.C.M. 14/11/1997

Si rappresenta che dall’esercizio in oggetto, sito in [indirizzo], a partire dal [data] si registrano emissioni sonore da [fonte: impianto di diffusione, musica dal vivo, dehors] che, soprattutto nelle fasce [orari], si propagano nelle abitazioni circostanti oltre la normale tollerabilità di cui all’art. 844 c.c. e in potenziale difformità dai limiti previsti dalla classificazione acustica comunale e dal D.P.C.M. 14/11/1997 per la zona [classe acustica se nota].

Si diffida a riportare l’attività entro livelli conformi, adottando senza indugio misure tecniche e gestionali idonee (controllo dei livelli sonori, chiusura infissi durante intrattenimento, orari compatibili, eventuale insonorizzazione), con termine di [x] giorni dal ricevimento. In mancanza, si procederà con istanze all’amministrazione per i provvedimenti del caso e con azioni civili, anche cautelari, nonché con ogni iniziativa utile in sede penale ai sensi dell’art. 659 c.p. La presente vale quale messa in mora ex art. 1219 c.c. e atto recettizio ex artt. 1334–1335 c.c.

Si chiede riscontro scritto e calendario degli interventi programmati.

Distinti saluti.

[Firma]
[Nome e Cognome / Rappresentante]
[Recapiti]

Modello 4 — CANTIERE / LAVORI EDILI O IMPIANTISTICI (fuori orario o senza cautele)

Oggetto: Diffida per immissioni acustiche intollerabili da cantiere – Richiamo a art. 844 c.c. e regolamentazione comunale

Si segnala che il cantiere in [indirizzo/particella], attivo per [tipo lavori], produce da [data] emissioni sonore e vibrazioni rilevanti in fasce orarie [orari], nonché l’impiego di attrezzature ad alto impatto [tipologia], senza adeguate cautele di contenimento. Tali immissioni superano la normale tollerabilità ex art. 844 c.c. in relazione alla destinazione residenziale dell’area e appaiono in contrasto con gli orari/modalità previsti dal regolamento comunale e dalla disciplina sull’inquinamento acustico (L. 447/1995; D.P.C.M. 14/11/1997).

Si diffida pertanto a conformare immediatamente le lavorazioni alle prescrizioni vigenti e ad adottare barriere, schermature e programmazione oraria idonee, con termine di [x] giorni dal ricevimento. In difetto, saranno investite le autorità competenti per i provvedimenti del caso e si agirà in sede civile per inibitoria e risarcimento danni, con eventuale richiesta di provvedimenti d’urgenza.

Si richiede riscontro scritto con il piano di mitigazione aggiornato.

Cordiali saluti.

[Firma]
[Nome e Cognome / Amministratore]
[Recapiti]

Modello 5 — IMPIANTO TECNOLOGICO (climatizzatore/unità esterna/aspirazione)

Oggetto: Diffida per immissioni acustiche da impianto tecnologico – Art. 844 c.c.; L. 447/1995 e D.P.C.M. 14/11/1997

Con la presente si rappresenta che l’impianto [specificare: unità esterna climatizzatore/centrale aspirazione/gruppo elettrogeno] ubicato in [luogo], di proprietà/gestione [vostra], genera da [data] immissioni acustiche continue/intermittenti, percepite all’interno dell’unità [indirizzo del mittente], specialmente nelle fasce [orari], con superamento della normale tollerabilità ex art. 844 c.c. e presumibile scostamento dai limiti applicabili alla zona secondo classificazione acustica comunale e D.P.C.M. 14/11/1997.

Si diffida a porre in essere, entro [x] giorni dal ricevimento, gli interventi tecnici necessari (verifica installazione, sostituzione/supporti antivibranti, schermature/insonorizzazione, taratura/limitatori), riportando le emissioni entro soglia. In mancanza, si richiederanno misurazioni fonometriche ufficiali e si agirà per l’inibitoria e il risarcimento in sede civile, oltre a segnalazioni agli uffici competenti per i profili amministrativi e, se del caso, penali (art. 659 c.p.). La presente integra messa in mora ex art. 1219 c.c. ed è atto recettizio ai sensi degli artt. 1334–1335 c.c.

Si chiede riscontro scritto con cronoprogramma degli adeguamenti.

Distinti saluti.

[Firma]
[Nome e Cognome]
[Recapiti]

Modello diffida per rumori molesti da scaricare

Di seguito viene messo a disposizione un fac simile diffida per rumori molesti in formato Word editabile da scaricare.

Il modello può essere modificato inserendo i dati mancanti e poi stampato.

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Modello diffida per rumori molesti
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